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Fotometria stradale: come si misura la luce su strade e gallerie

Un'introduzione alle grandezze fotometriche, alle norme europee di riferimento e ai metodi di misura su campo.


Strada notturna
Strada notturna. Foto di Darya Grey_Owl

Il contesto

Un impianto di illuminazione stradale ben progettato non è semplicemente un impianto "luminoso": ma deve garantire che il conducente veda in tempo ostacoli, segnaletica e altri utenti, senza abbagliarsi e senza sprechi energetici. La fotometria è la disciplina che permette di verificare il corretto funzionamento dell'impianto di illuminazione e di garantire i requisiti stabiliti dalle norme vigenti.

Luminanza e illuminamento: le grandezze fondamentali

Le grandezze fotometriche principali sono:

  • Luminanza (cd/m²). È la grandezza che meglio descrive ciò che l'occhio del conducente percepisce: la luce che una superficie, in questo caso l'asfalto, riflette in direzione dell'osservatore. Dipende dall'illuminazione ricevuta, dalle proprietà riflettenti dell'asfalto stesso e dalla geometria di osservazione. Ad esempio, lo stesso tratto stradale, illuminato da un impianto costante nel tempo, può produrre luminanze molto diverse a seconda che l'asfalto sia asciutto o bagnato.
  • Illuminamento (lux). È il flusso luminoso che incide su una superficie. Si misura con un luxmetro ed è indipendente dalla riflettenza del manto stradale. Per questo le norme lo usano come parametro principale dove la luminanza è poco significativa: aree pedonali, piste ciclabili, aree di conflitto come intersezioni e rotatorie.
  • Luminanza di velo (luminanza debilitante). È la luce diffusa all'interno dell'occhio che si sovrappone all'immagine retinica, riducendo il contrasto di ciò che si sta guardando. La causa è l'abbagliamento da apparecchi schermati in modo non corretto, o dall'ingresso di una galleria in una giornata di sole.

Luminanza dell'asfalto: parametri e condizioni di misura

Per le strade classificate ME, la norma verifica quattro parametri:

  • luminanza media del manto (Lm) in aree o sezioni predefinite o nella griglia normativa;
  • uniformità generale (Uo), il rapporto fra luminanza minima o massima e media;
  • uniformità longitudinale (Ul), lungo l'asse di marcia;

La luminanza dipende dalla posizione dell'osservatore, quindi la norma fissa una geometria precisa: occhio a circa 1,5 m dal suolo e campo di misura posto tra i 60 m e i 120 m di distanza, con una visuale quasi radente (circa 1° di inclinazione).

Gallerie: diversi target per ogni sezione

In galleria il problema è l'adattamento dell'occhio: di giorno il conducente arriva da un ambiente con decine di migliaia di cd/m² e rapidamente si deve adattare a guardare in un'area molto più buia. L'illuminazione è quindi divisa in zone, ciascuna con requisiti propri:

  • zona di accesso, dove si valuta la luminanza dell'ambiente esterno (tipicamente il parametro L20, la media su un cono visivo di 20° dal punto di adattamento);
  • zona di entrata, il primo tratto interno, con illuminamento molto alto per ridurre il contrasto con l'esterno;
  • zona di transizione, in cui il livello decade gradualmente;
  • zona di mantenimento, con un livello di illuminazione costante legato a velocità e traffico;
  • zona di uscita, dove si bilancia il passaggio verso l'esterno.

Oltre al manto stradale conta la luminanza delle pareti nella fascia inferiore, fino a circa 2 m di altezza: le pareti sono infatti lo sfondo contro cui il conducente vede gli ostacoli, e una parete scura riduce il contrasto in modo notevole. In galleria è molto importante verificare l'abbagliamento debilitante, in particolare all'imbocco.

Zona di uscita di una galleria
Galleria. Foto di Doğan Alpaslan Demir

Il quadro normativo europeo

Il riferimento principale per le strade è la serie UNI EN 13201:

  • UNI EN 13201-2: definisce i requisiti prestazionali e le classi di illuminazione: ME (luminanza, per strade a traffico motorizzato), CE (illuminamento, per aree di conflitto) e P o S (illuminamento per utenti vulnerabili e aree pedonali).
  • UNI EN 13201-3: descrive il calcolo delle prestazioni.
  • UNI EN 13201-4: stabilisce i metodi di misura delle prestazioni fotometriche, cioè come si verifica in campo che l'impianto realizzato rispetti il progetto.
  • UNI EN 13201-5: introduce gli indicatori di prestazione energetica.

In Italia, per le gallerie si fa riferimento alla UNI 11095, che tratta l'illuminazione delle gallerie stradali ed è in linea con la guida internazionale CIE 88.

Per la luminanza dell'asfalto contano poi le tabelle di riflessione CIE (le cosiddette r-table, con le classi di pavimentazione R e C) e il coefficiente di luminanza medio Q0: sono i dati che collegano illuminamento e luminanza.

Come si misura in campo

Esistono due approcci complementari.

Misure puntuali. Con luxmetri e luminanzometri si rilevano i valori su una griglia di punti definita dalla norma. È il metodo classico: preciso, ma lento, richiede la chiusura o il rallentamento del traffico e fotografa solo una porzione limitata di strada.

Misure dinamiche. Un veicolo attrezzato con sistemi di imaging fotometrico acquisisce la luminanza mentre percorre la strada a velocità di marcia, senza interferire con il traffico. Le immagini calibrate (ILMD, imaging luminance measurement devices) consentono di elaborare luminanza media, uniformità e luminanza di velo su tratti molto estesi, anche in galleria dove la chiusura è particolarmente onerosa. È l'approccio su cui si basa il nostro sistema MIRA (Measuring In-motion Road Analyzer).

Veicolo attrezzato come laboratorio mobile di fotometria con sistema MIRA
Veicolo attrezzato come laboratorio mobile di fotometria con sistema MIRA

Le misurazioni periodiche

Il calcolo di progetto non basta. L'invecchiamento di lampade e ottiche, lo stato dell'asfalto e la sporcizia sugli apparecchi alterano nel tempo le prestazioni reali. Misurare permette di verificare il collaudo di un nuovo impianto, pianificare la manutenzione, valutare i consumi rispetto ai requisiti normativi e, cosa più importante di tutte, garantire la sicurezza stradale

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